Ciolle, all’anagrafe Cecilia Gallucci (classe ’00, Verbania), è attrice, performer, liricista ed educatrice. Attraversa lo spazio che c’è tra poesia e rap tradendo entrambi i linguaggi e generando terze vie: già finalista nell’edizione 2024 col progetto Drip Fortuna (uscito anche in versione disco con ESRD per ZPL/Solium), nel 2025 è vincitrice del Premio Dubito di poesia in musica. Ha recentemente pubblicato Global Relax, EP sonorizzato da Rico e Burla22. Per seguire la sua natura più improntata al flusso libero che alla scrittura su supporti l’abbiamo raggiunta sul balcone della sua casa a Torino per quest’intervista audio immersa nel soundscape di un giovedì in San Salvario.
Buondì Cecilia, benvenuta. Partirei da tre elementi che nella tua pratica performativa si fondono per chiederti come li hai incontrati nella tua vita e come tu abbia voluto metterli in dialogo: parlo della scrittura, del rap e del teatro.
Tu sei una saltuaria frequentatrice anche del mondo del poetry slam. Che cosa ti interessa di quello che questo format può offrirti e come ti ci rapporti?
A fine anno scorso ti sei ritrovata a vincere l’edizione 2025 del Premio Dubito di poesia in musica, dopo aver raggiunto il secondo posto nell’edizione precedente assieme alla combo Drip Fortuna. Com’è stata quest’esperienza, e com’è il tuo dialogo col collettivo Disturbat! Altr!, nel loro continuo sondare il gioco tra parola e suono?
Recentemente, di seguito alla tua comparsa sull’uscita collettiva Atramentum Solis, hai pubblicato Global Relax, primo lavoro in collaborazione con Rico degli Uochi Toki col quale stai facendo date live sia da sola che assieme ad altre penne dell’orbita uochica, galassia in cui la pratica della parola è esplorata con fantasia e attenzione: cosa ti sta dando il dialogo con questa realtà?
Un progetto che stai portando con te da un po’ di tempo a questa parte è quello di un’azione performativa che faccia convivere l’immaginario della trap col mondo dell’Alzheimer. Quali sono i punti di connessione che hai trovato, per voler mettere assieme due mondi apparentemente così distanti?
In molti tuoi lavori c’è un utilizzo più o meno massiccio dell’autotune: al netto del chiaro richiamo estetico ad alcune sfere del rap, quali sono le potenzialità di questo strumento che ti hanno incuriosita e che ti continuano a portarti all’esplorazione delle sue sonorità in relazione ai tuoi testi?
Infine: in queste tue ultime fasi di ricerca stai accostandoti a sperimentazioni sempre più noise-oriented, sia nel progetto con Rico che nel rinnovato dialogo con Mildred/Valeria Miracapillo dopo lo scioglimento dei Drip Fortuna. Cosa sta dando al tuo performare il contatto con un mondo in cui le strutture vengono decostruite fino alle fondamenta, partendo da mondi musicali molto più strutturati come quello del rap?
